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- CORSO DI PITTURA - Ha fatto volare la fantasia con arte! I corsi di Attivi da Casa.
Siamo alla fine dell’anno e ci chiedono com’è andata e se torneremo. Tra noi, corrono parole di vero apprezzamento per la salda guida di Paola e la certezza che torneremo tutte l’anno prossimo per l'imperdibile corso di pittura organizzato da Attivi da Casa - Servizio Sociale della Comunità Ebraica di Milano Entrando a scuola, per raggiungere l’aula Segre, ci troviamo dove abbiamo passato gran parte della nostra adolescenza ... o dove hanno studiato i nostri figli e nipoti... è come essere a casa con i nostri affetti. Passo dopo passo, attraversando il bel “tempietto” italiano, si arriva nella grande e luminosa sala di pittura, siamo accolti da un lungo tavolo, colori acrilici in tubo e meglio ancora in vasetto, pennelli di varia dimensione, matite, temperini, gomma, acqua, bicchierini e piattini ... le nostre opere incompiute con i modelli da noi stessi scelti per ispirarci. Ci sediamo intorno a quel tavolo, personaggi unici, compagni indivisibili di questa singolare esperienza: scambiamo parole allegre, poniamo reciproca attenzione ed apprezzamento per il lavoro di ciascuno e ascoltiamo con un po’ di curiosità le nostre vite. La questione è: ”Cosa rappresentare?”. Sfogliamo numerose immagini ... la scelta è sempre nuova e svela i nostri desideri di sole, di volo, di natura o di stima per l’opera umana. La Questione è: “Come riuscire a rendere l’immagine?”. Ci prende sempre un po’ di spavento... guardiamo da vicino, guardiamo da lontano, proviamo a mettere i primi punti di riferimento, le prime tracce con la matita... e poi un tocco qui, un tocco là...cancelliamo, riproviamo, riguardiamo ... e poco a poco l’opera nasce sotto le nostre mani. Ma è con il colore che ci diverte: indovinare il quantitativo giusto per non sprecarlo, mischiarlo alla ricerca di quella sfumatura ... proprio quella dettata dall’autore, bagnare il pennello senza allagare il foglio...pigliare quello grosso e quello fino, no! il pennarello no!, prima lo sfondo e poi... A opera finita ci coglie lo stupore. “Ma l’ho fatto proprio io?” c’è qualcosa di magico nella pittura, non siamo noi, non è il tema scelto o il colore o il tipo di pennello ... non è la simpatia che scorre tra noi o l’attenzione e la cura che ci dedica Paola... è tutto insieme! Eppure lo stesso tema rappresentato da ciascuno di noi rivela le nostre differenze e alla fine... proprio la nostra unicità. Da qualcosa di oscuro ed indistinto si sono rivelati i nostri desideri di luce e di forma. Il temp o passa sereno e veloce, solo Paola resta a riassettare per la prossima volta. CORSO DI PITTURA ORGANIZZATO DA ATTIVI DA CASA - SERVIZI SOCIALI DELLA COMUNITÀ EBRAICA DI MILANO - I PARTECIPANTI Donatella Camerino - Servizio Sociale - Comunità Ebraica di Milano Aspettiamo a braccia e cuori aperti nuovi partecipanti. Per informazioni : servizio.sociale@com-ebraicamilano.it
- La RSA Arzaga di Milano è proiettata verso il futuro, con impegno, gioia e tanta professionalità
La visita del presidente e assessore al Bilancio della Lombardia Marco Alparone - 27/06/2023 Tanti erano i presenti all’evento tra i quali molti assessori del Consiglio CEM, il segretario generale Alfonso Sassun, Enrico Mairov presidente Nuova Udai 10.0., ma soprattutto molti erano i residenti della RSA Arzaga - residenza per anziani della Comunità ebraica di Milano, che hanno voluto essere presenti durante la visita del vicepresidente Alparone. In attesa che i video dell'evento vengano resi pubblici, perchè non leggere l'articolo sulla serata che si è tenuta presso la RSA Arzaga - Residenza per Anziani della Comunità ebraica di Milano? Segui le news del PortaleCEM, sempre al fianco della Comunità Ebraica di Milano
- RINNOVATO IL LABORATORIO DI CHIMICA - ORA LE ATTREZZATURE SONO DI ULTIMA GENERAZIONE
Recentemente il laboratorio di chimica della Scuola Ebraica di Milano, utilizzato da tutte le classi del liceo scientifico, è stato completamente rinnovato con nuovissime attrezzature all'avanguardia e di ultima generazione.
- Cosa sta cambiando sotto il cielo del lavoro? Il grande mismatch
Uno scenario che mette in discussione i modelli tradizionali di gestione del personale e le modalità stesse del recruiting e che reclama cambiamenti immediati e nuove visioni sul futuro Il mercato del lavoro sta vivendo una profonda trasformazione. Il match tra domanda ed offerta di lavoro è sempre più difficile, e sembra non esserci possibilità d’incontro tra le richieste delle aziende e quelle dei lavoratori. Noi di JOB Agenzia del Lavoro della Comunità Ebraica di Milano che dovremmo essere i sensali dell’incontro ce ne accorgiamo e nell’articolo vorremmo condividere alcune riflessioni su questo scenario inedito. Passato il trauma della pandemia ci si diceva che saremmo tornati a una nuova normalità, in realtà, per quanto riguarda il mercato del lavoro, e la relazione con il lavoro, le cose sono tutt'altro che tornate alla normalità. Domanda e Offerta di lavoro sono sempre più disallineate - Le riflessioni di JOB Agenzia del Lavoro Da un lato le aziende non trovano i profili di cui hanno necessità, e dall’altro chi cerca un impiego non trova quello a cui aspira. E chi è già occupato è insoddisfatto delle condizioni offerte dalle aziende e sempre più propenso a cambiare o a lasciare il proprio impiego. Questo fenomeno ha cause e conseguenze che riguardano sia le aziende che i lavoratori, e che richiedono una riflessione collettiva sul futuro del lavoro. Il bollettino Excelsior, realizzato da ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro) e Unioncamere, rileva che a gennaio di quest’anno il 45,6% delle aziende alla ricerca di figure professionali non è stato in grado di trovarle. Il quiet quitting: cos'è, perché avviene, quali sono i suoi effetti sulle aziende e sui lavoratori. Uno dei fenomeni più evidenti e preoccupanti del mismatch tra domanda e offerta di lavoro è il quiet quitting, ovvero la tendenza dei lavoratori a lasciare i loro impieghi o a ridurre il loro impegno al minimo indispensabile. Big Quit, Great Resignation, Quiet Quitting, sono definizioni post pandemiche che stanno ad indicare il fenomeno delle dimissioni e quello della rinuncia all’impegno sul posto di lavoro. L’hashtag #quietquitting è diventato virale in poche ore per i video lanciati su TikTok dagli stessi lavoratori, mentre si riprendevano a “cazzeggiare” sul posto di lavoro. Harvard Business Review sostiene che il Quiet Quitting non dipende dal desiderio dei lavoratori di fare meno e di essere meno coinvolti, ma dalla scarsa abilità dei manager di creare una cultura lavorativa che non spinga i dipendenti a voler scappare dall'ufficio. Definizioni ancora fluide che indicano come i valori delle persone stiano cambiando, e come il lavoro non sia più al centro delle vite e come non definisca più quanto vali. Le priorità e le disponibilità della nuova generazione sono molto diverse rispetto alle generazioni precedenti, foriera di una sensibilità inedita che si traduce in altrettanti comportamenti inediti. Sta cambiando il rapporto con il lavoro Il lavoro non è più visto come un fine, ma come un mezzo per realizzare i propri progetti. Non è più una fonte di identità e di status, ma piuttosto un’occasione di apprendimento e di esperienza. L’onda dei quitters però non è affatto una moda o un fenomeno estemporaneo. È un trend che non si fermerà. Questo è quanto emerge da un recente Report di McKinsey - “The Great Attrition is making hiring harder. Are you searching the right talent pools?” che avverte sul fenomeno: It’s the quitting trend that just won’t quit. Questo trend ha degli effetti negativi sia per le aziende che per i lavoratori. Le aziende perdono talenti preziosi, competenze specifiche, esperienza e conoscenza. I lavoratori perdono opportunità di crescita professionale, stabilità economica, sicurezza sociale. Inoltre, il quiet quitting genera un clima di sfiducia, demotivazione, conflitto e stress tra le parti. C’è una tensione generazionale, un’assenza di comunicazione tra le parti che raggiunge l’apice con il quiet quitting Tra i fenomeni che si stanno evidenziando non ci sono solo quelli della ricerca dei talenti, della fuga di cervelli, delle dimissioni, grandi o silenziose, c’è anche il burn out e la decisione da parte dei giovani di investire consapevolmente sempre meno sul lavoro e sul proprio potenziale. “Se non hai i genitori a coprirti le spalle qui non hai futuro. Lo stipendio a malapena ti serve a pagare l’affitto di una stanza in condivisione, Il mutuo per una casa è un miraggio e la pensione neanche in sogno la vedrò. Non è un paese per giovani, il nostro” Ci dice una giovane ventottenne col tono che esprime tristezza ma soprattutto rassegnazione. In assenza di motivazione, di spinta di realizzazione, ci si accontenta allora di lavori di basso profilo. Secondo uno Studio del 2021 di Randstad, il 71% dei lavoratori italiani si dichiara insoddisfatto del proprio lavoro e il 44% vorrebbe cambiarlo entro il prossimo anno. Le ragioni sono tante: mancanza di prospettive di carriera (41%), scarsa retribuzione (39%), clima aziendale pessimo (31%), monotonia delle mansioni (28%). Ed ecco che nell’ombra, in parallelo al trend delle dimissioni, si aggira un altro spettro, ancora una volta anticipato dagli Stati Uniti, quello della Gig economy. L’economia dei lavoretti, del lavoro a chiamata, occasionale, e dei gig workers. Giovani per cui il lavoro non è più un fattore identitario e di realizzazione, ma un mezzo per arrangiarsi. Gig Economy: vantaggi e svantaggi per le aziende e per i lavoratori. Le aziende possono risparmiare sui costi fissi, avere accesso a una forza lavoro qualificata e disponibile, adattarsi alle esigenze del mercato. I lavoratori possono scegliere quando, dove e come lavorare, avere più opportunità e diversificare le proprie fonti di reddito. Tuttavia, la gig economy ha anche dei rischi e delle criticità sia per le aziende che per i lavoratori. Le aziende possono perdere il controllo sulla qualità del lavoro, avere difficoltà a creare una cultura aziendale e a fidelizzare i talenti, essere esposte a problemi legali e fiscali. E i lavoratori subire una riduzione dei diritti e delle tutele, una maggiore competizione e instabilità, una minore possibilità di crescita professionale e personale. Come affrontare il mismatch tra domanda e offerta? I recruiters si sorprendono dei comportamenti dei candidati che ai i primi colloqui chiedono quanto tempo libero avranno a disposizione. Oggi, quello che va esplorato ed approfondito in sede di colloquio è la motivazione, i valori, le disponibilità, le priorità e le progettualità individuali. Non è più solo una questione di competenze. Oggi sta alle aziende rendersi appetibili ed attraenti. Il problema dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro non dipende più solo dalle competenze che non corrispondono alle esigenze del mercato. Le nuove generazioni uscite dalla pandemia hanno riconsiderato priorità e valori, e cercano, a differenza delle generazioni precedenti, innanzitutto un equilibrio tra vita e lavoro. È in atto una rivoluzione di valori, aspettative e stili di vita. Stiamo assistendo ad un cambiamento radicale: oggi sono le aziende a non offrire quello che le nuove generazioni vogliono. La selezione non la fanno più le aziende, la fa chi cerca lavoro. Come attrarre e trattenere i talenti? Come innovare le organizzazioni e le relazioni tra manager e i lavoratori? I soldi non sono tutto è vero, ma chi lavora chiede retribuzioni più alte perché quelle attuali non sono sostenibili e non consentono una progettualità di vita autonoma. Ricorderete l’infografica con dati Ocse, che nel 2021 aveva fatto molto discutere, sugli stipendi europei. I dati relativi al periodo 1990-2020, dicevano che i salari medi annuali dal 1990 erano aumentati in tutta Europa, ad eccezione dell Italia. In Italia gli stipendi non solo non sono cresciuti, ma sono addirittura diminuiti, del 2,9%! Il tema è ancora più sentito ed impellente per le piccole e medie imprese (PMI), che spesso si sentono svantaggiate nella competizione per i talenti migliori, perché ritengono di non poter offrire gli stipendi che offrono le grandi aziende. Nell’interesse dell’economia del paese, delle imprese e delle nuove generazioni di lavoratori, il trend in corso non può essere sottovalutato. Le imprese, la scuola, le università, la politica, il sindacato, devono farsi domande, e mettersi in discussione. Vanno abbandonati i pregiudizi e le narrazioni paternalistiche che descrivono i giovani come sdraiati, inetti, viziati e vanno date risposte che siano concrete, innovative, allineate alle istanze e alle priorità delle giovani generazioni. Le nuove generazioni sembrano essere più consapevoli dei loro diritti come persone e del valore della qualità di vita, e sicuramente sono più aperti al cambiamento e alla diversità. Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro è un fenomeno complesso e sfidante, che richiede una visione innovativa e strategica da parte delle aziende e dei lavoratori. Per attrarre e motivare i talenti è necessario conoscerne i bisogni, le priorità e le aspettative. Le nuove generazioni uscite dalla pandemia hanno riconsiderato priorità e valori, e cercano, a differenza delle generazioni precedenti, innanzitutto un equilibrio tra vita e lavoro, le disponibilità sono cambiate. Mettersi in una posizione di apertura e curiosità può aiutare, in particolare le PMI, ad innovarsi. Farsi domande di solito aiuta a generare novità, ve ne proponiamo qualcuna: Come soddisfare le esigenze dei lavoratori in termini di retribuzione? Come offrire flessibilità oraria e spaziale, consentendo ai lavoratori di scegliere quando, dove e come lavorare. Il remote working è una modalità di lavoro sempre più richiesta e apprezzata dai lavoratori, che permette di risparmiare tempo e denaro, di conciliare meglio vita e lavoro, di aumentare la produttività e la soddisfazione, remote working e equilibrio vita-lavoro Come prendersi cura dell’on boarding delle nuove risorse? Come allineare la politica dei benefit alle esigenze dei vostri talenti? Come offrire ai lavoratori ciò che cercano: scopo, qualità di vita innovazione e formazione. Come coivolgere i lavoratori nelle decisioni strategiche e operative, valorizzando le loro idee e competenze? Come si costruiscono con loro percorsi di carriera chiari e stimolanti che puntino a valorizzare le competenze e le potenzialità? Come promuovere una cultura aziendale positiva e inclusiva, basata sulla trasparenza, sul dialogo e sulla fiducia? Come internazionalizzare i luoghi di lavoro e attrarre giovani dall’estero? (Forse se la lingua italiana non fosse un requisito assoluto e indispensabile) potremmo attrarre giovani menti che parlano altre lingue) Come dotare chi lavora di strumenti tecnologici innovativi e di ambienti di lavoro dal design estetico e funzionale, che siano in grado di ispirare, stimolare, offrire comfort e funzionalità e far sentire parte di una comunità e di una cultura. E come misurare gli effetti di questo investimento iniziale in termini di competitività, motivazione, clima di lavoro e produttività? Come investire nella formazione e nello sviluppo dei talenti? Come offrire ai dipendenti la possibilità di aggiornare le loro competenze e di acquisirne di nuove? Come generare una cultura del feedback e riconoscere il valore delle persone e del loro lavoro? Come costruire e comunicare la propria cultura aziendale, il brand, con coerenza e trasparenza, autenticità? Come mostrare ai lavoratori chi siete, cosa fate e perché lo fate? Come dare priorità alla diversità e all'inclusione nel vostro team? Come apprendere a comunicare in modo chiaro e aperto con i dipendenti? Le nuove generazioni hanno molto da offrire alle aziende e alla società in genere. I giovani hanno competenze digitali avanzate, parlano più lingue straniere, e soprattutto hanno una sensibilità ecologica e sociale, e ci offrono una visione globale, interculturale, innovativa e creativa, restare indifferenti e non cogliere questa capacità di vedere e le loro sensibilità è un pò come buttare via una consulenza preziosa. Anche chi lavora, e chi ricerca nuove opportunità dovrebbe interrogarsi. Chiarezza e consapevolezza di quello che si vuole dovrebbero dare la direzione. Spesso si ha chiaro quello che non si vuole e che si desidera lasciare ma non sempre si ha chiarezza di quello a cui si aspira. Per fare scelte professionali consapevoli e soddisfacenti è necessario seguire alcuni passaggi e ancora una volta farsi delle domande. Riflettere sulle proprie motivazioni e aspettative: cosa è davvero importante per me, cosa ha valore per me? Cosa mi fa sentire realizzato? Quali sono in questo momento le mie priorità? Cosa voglio ottenere e per farne cosa? Cosa sono disposto a ad offrire? Cosa sono disposto a rinunciare? Valutare le opportunità in base ai propri valori e obiettivi: cosa offre l'azienda? Qual è la sua cultura, il suo scopo? Quali sono le condizioni di lavoro? Quali sono le possibilità di crescita? Confrontarsi con altre fonti di informazione e feedback: cosa dicono i colleghi? Cosa ne pensa chi ci ha già lavorato? LinkedIn è uno strumento utile anche per trovare persone che hanno già lavorato in azienda o per creare contatti con chi già ci lavora. Monitorare gli effetti della decisione e apportare eventuali correzioni: come mi sento dopo aver cambiato lavoro? Sono soddisfatto? Ho imparato qualcosa di nuovo? Ho incontrato delle difficoltà?… Darsi il giusto tempo, per integrarsi e conoscere i contesti ci vuole tempo, l’impulsività e l’impazienza ci impediscono di capire a fondo dove siamo e come integrarci. Le dimissioni silenziose e la ricerca continua di un posto migliore del precedente non aiutano a trovare quello che si cerca. Secondo i dati dell’ Osservatorio Hr Innovation Practice del Politecnico di Milano, il 41% di chi ha cambiato lavoro in Italia si dice insoddisfatto, o addirittura pentito, rispetto alla scelta fatta. È questo un altro dato importante che dovrebbe far riflettere Apprendere a negoziare è una competenza fondamentale per trovare e contribuire a costruire il giusto equilibrio tra le proprie esigenze e quelle dell'azienda. Per concludere senza chiudere Aver consapevolezza delle proprie priorità e valori e saper comunicare le proprie istanze, condividerle con i colleghi, Uscire dal silenzio ed esplicitare con chiarezza, all’interno dei contesti lavorativi e durante il colloquio di selezione, quello a cui si aspira e che si sta cercando, è una delle strade possibili per trasformare i contesti aziendali e creare valore per entrambe le parti in gioco. Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro è un fenomeno complesso e sfidante, che richiede una visione innovativa e strategica da parte delle aziende e dei lavoratori. Le aziende devono saper attrarre e trattenere i talenti, offrendo loro condizioni di lavoro soddisfacenti, opportunità di crescita, ambienti stimolanti, cultura positiva. I lavoratori devono saper trovare e cambiare lavoro con la giusta consapevolezza di quello che si cerca, possedere competenze chiave, e saper comunicare il proprio valore. Ci accorgiamo del rischio di scivolare nella retorica, e non vogliamo suggerire soluzioni distanti dalla realtà. Lasciamo a voi la parola perché ci piacerebbe proseguire nella riflessione e contribuire a trovare possibili risposte a queste sfida così impellente Forse, così si potrà creare un mercato del lavoro più dinamico, competitivo, inclusivo e sostenibile. Solo così, forse, si potrà contribuire a costruire insieme il futuro o i futuri possibili del lavoro. Dalia Fano - JOB Agenzia del Lavoro della Comunità Ebraica di Milano
- Le attività della residenza per anziani RSA Arzaga di Milano
Il laboratorio dei fiori - PREPARANDOSI PER SHABBAT E’ un laboratorio molto gradito e partecipato dai residenti della residenza per gli anziani RSA Arzaga di Milano, che ha lo scopo di preparare in modo festoso l’entrata di Shabbat e di scandire la settimana fra tempo quotidiano e tempo festivo. Tutti i venerdì mattina il Volontariato Federica Sharon Biazzi fa arrivare mazzi di fiori freschi da comporre in vasetti per decorare, la sera di Shabbat, i tavoli del ristorante e la sala ricevimento-parenti. E’ un laboratorio che inoltre mantiene le capacità manuali residue e infatti gli anziani, guidati da una volontaria, recidono gambi sistemano fiori secondo il loro gusto, creando composizioni allegre, ma anche un momento di condivisione e di socialità. Tieniti aggiornato, visita il Portale CEM - Comunità Ebraica di Milano
- Pomeriggio incantevole di musica Classica presso l'Auditorium RSA Arzaga Milano
Nella suggestiva giornata del 21 maggio, la RSA Arzaga Casa di Riposo per Anziani della comunità ebraica di Milano, ha accolto un concerto di pianoforte classico che ha lasciato un'impronta indelebile nei cuori di tutti i presenti. Tra l'abbraccio caloroso di melodie amate e le graziose note dei tasti del pianoforte, residenti e ospiti sono stati trasportati in un regno di incanto musicale. RSA ARZAGA MILANO - Molto di più di una Residenza per Anziani - Il giardino della RSA Arzaga ha fatto da sfondo a questo indimenticabile viaggio musicale, mentre la giovane pianista Laura Licinio, ha catturato l'attenzione dei residenti con la sua virtuosità e maestria. Dalle prime alle ultime note, l'aria era pervasa da una sinfonia di emozioni che risuonavano nel profondo di ogni anima. I capolavori classici prendevano vita mentre le dita della pianista danzavano senza sforzo sui tasti in avorio. Le composizioni senza tempo di Haydn, Schumann e Lizst hanno sollecitato l'udito, evocando una sensazione di nostalgia e suscitando emozioni profonde. La musica si intrecciava con l'atmosfera serena della RSA Arzaga Residenza per Anziani della comunità ebraica di Milano, creando un'atmosfera di tranquillità e introspezione. Residenti e ospiti si sono deliziati con le melodie armoniose, trovando conforto nel potere espressivo del pianoforte. L'ambientazione intima del concerto ha permesso un'esperienza condivisa, favorendo connessioni tra le generazioni e alimentando un senso di comunità. Mentre le note finali ancora risuonavano nella sala, applausi ed espressioni sentite di gioia riempivano l'aria. Il concerto era riuscito nella sua missione di ispirare, elevare e portare gioia a tutti i presenti. Era una testimonianza della magia duratura della musica classica per pianoforte e della sua capacità di superare le barriere e toccare gli angoli più profondi dell'anima umana. RSA Arzaga Milano: Un Ambiente Sereno, Confortevole e Stimolante LA RSA Arzaga Casa di Riposo della comunità abraica di Milano, ha espresso la sua profonda gratitudine alla talentuosa pianista, la cui esibizione ha regalato a tutti grandi emozioni. Anche dopo la fine del concerto, i suoi echi risuoneranno per sempre nei cuori di coloro che hanno vissuto la sua bellezza. La RSA Arzaga - Casa di Riposo per Anziani della Comunità Ebraica di Milano rimane impegnata nella creazione di eventi incantevoli, in cui la musica continuerà a unire e sollevare gli spiriti in questa amata comunità per anziani. Rimanete sintonizzati per ulteriori viaggi musicali ed esperienze culturali che attendono alla Residenza per Anziani RSA Arzaga di Milano.
- CHATGPT TI AIUTA A TROVARE UN LAVORO! COME USARLA A TUO VANTAGGIO
Intelligenza artificiale per i poco esperti. Scopri subito come sfruttarla quando cerchi o offri lavoro. Se pensi che l'intelligenza artificiale sia solo roba da smanettoni o da geni dell'informatica, ti sbagli! Usarla è più facile di quanto immagini. Vorrei raccontarvi l’esperienza con questa nuova cosa di cui tutti parlano da qualche mese, che si chiama Intelligenza Artificiale, e condividere con voi alcune idee su come utilizzarla se si è alla ricerca di un lavoro, o di un nuovo collaboratore. Premetto che sono una boomer per niente smanettona, curiosa e attratta da tutto quello che può rendere la vita più creativa e semplice. Rispetto all’ IA nutrivo curiosità ma anche una certa soggezione. Nell'ultimo mese se ne è parlato ovunque, e noi i non geni dell'informatica, vogliamo starne alla larga? Commentando da snob che ci ruberà il lavoro, ci controllerà, e oh signora mia non ci son più le cose autentiche di una volta? Ma certo che no, perché noi siamo curiosi e pure innovativi e se qualcosa ci facilita la vita, ben venga!!! Per avvicinarmi in modo soft ho iniziato a fare qualche domanda a Ilan, mio figlio ventiseienne, bravissimo a spiegare la qualunque e in queste cose sempre sul pezzo. Non volevo spiegazioni teoriche, e da impaziente come sono, volevo capire subito come usarla e in che modo poteva essermi utile. “Ilan mi spieghi a che serve e come funziona l’IA? -Dai ma fatti aiutare da lei, così vedi subito come funzia, no? Ma come faccio, da dove parto? Vai su ChatGPT, oppure su skype e da li su bing e chiedi Chiedo? Si chiedi, scrivile è una normalissima chat In inglese? Scrivile anche in italiano, fai come ti pare, dai ma prova e vedi! Chiedile quello che ti serve, fai domande, fanne ancora! Vado su ChartGPT, e mi registro. E poi siccome sono impaziente e non amo leggere gli spiegoni, vado subito alla ciccia e faccio la domanda: E dal niente la ChatGPT ti srotola un articolo... Il testo non l’ho usato ma confesso che mi è servito a rompere il ghiaccio con la pagina bianca e l’intelligenza artificiale. Non mi sono più fermata e ho cominciato a farle una raffica di domande. E quindi cos’è la ChatGPT? ChatGPT, che sta per “Generative Pre-trained Transformer”, è un programma che imita una conversazione con un essere umano. Il programma è stato creato da OpenAI, una no profit che fa ricerca sull'intelligenza artificiale fondata nel 2015 da Elon Musk, si proprio lui. Funziona come una chat: hai un campo dove scrivi la richiesta, la invii e ChatGPT in pochissimi secondi ti da la risposta. È un servizio gratuito, almeno per il momento, basta solo creare un account. I prompt! I prompt sono la base per far fare alla IA quello che vogliamo. E la figura del Prompt Engineer, in un futuro molto prossimo, sarà molto richiesta - Semplificando al massimo, sono i comandi che le diamo, le domande che le facciamo! Possono essere semplici domande, richieste specifiche, comandi che fanno sì che la IA crei contenuti in base ai nostri desideri. È importante formulare i prompt/richieste in modo chiaro e senza ambiguità. Più informazioni di contesto forniamo, più personalizzazione otterremo e più la IA ci aiuterà a mettere in luce le nostre potenzialità e risorse. Torniamo a noi, a JOB. Come uso ChatGPT se sto cercando lavoro? Se sei alla ricerca di un lavoro o vuoi cambiare la tua carriera, sai bene quanto sia importante avere un curriculum e una lettera di presentazione efficaci e originali. Ma come fare se non hai tempo, voglia o competenze per scrivere questi documenti? La soluzione potrebbe essere più semplice di quanto pensi: basta chiedere aiuto a ChatGPT - JOB ti può aiutare anche in questo ChatGPT può essere un super aiuto quando dobbiamo scrivere o riscrivere il nostro CV, quando vogliamo preparare ad esempio una lettera di presentazione che sia più in linea con la cultura dell’azienda a cui vogliamo indirizzarla, può aiutare a tradurre, o semplicemente correggere gli errori o i refusi. Insomma ChatGPT è uno strumento potente, utile e versatile. Sappiamo tutti quanto sia noioso e arduo scrivere il CV, aggiornarlo, formattarlo, modificarlo, adattarlo al linguaggio aziendale. Chiaramente sta a noi personalizzare con il nostro stile e allineare gli scritti con gli obiettivi e i valori che ci rappresentano! Puoi usare ChatGPT per: Generare curriculum e lettere di presentazione originali, in linea col tuo obiettivo professionale Correggere errori grammaticali e ortografici • Formattare i documenti in modo professionale e accattivante Tradurre i documenti in altre lingue Ottenere suggerimenti per parole chiave più pertinenti alle richieste delle aziende. Ricordiamoci però che ChatGPT non è perfetta e ha i suoi limiti. Per usare ChatGPT in modo efficace e responsabile, ecco alcune dritte e buone pratiche: Scrivi dei prompt semplici e chiari, evitando parole ambigue o complicate Specifica il tipo di documento che vuoi generare, il ruolo a cui ti candidi e il settore in cui operi Controlla sempre le risposte di ChatGPT prima di usarle, verificane la correttezza, la coerenza e la pertinenza delle informazioni Non copia-incollare le risposte di ChatGPT senza modificarle, personalizzale in base al tuo profilo e alla tua esperienza, al tuo stile Non usare ChatGPT per falsificare o inventare informazioni sui tuoi documenti Non usare ChatGPT per violare i diritti d'autore o la privacy altrui. Dalia Fano - Job - Comunità Ebraica di Milano
- DICONO DI NOI! PORTALECEM.COM
Siamo "appena nati" e stiamo muovendo i primi passi ma già si parla di noi! Vogliamo ringraziare Ilaria Myr di Mosaico per lo splendido articolo sul lancio di questa iniziativa Segui il link per leggere l'articolo https://www.mosaico-cem.it/comunita/news/e-online-il-nuovo-portale-della-comunita-ebraica-di-milano-un-accesso-facile-a-tutti-i-servizi-della-cem/
- NUOVO APPUNTAMENTO MUSICALE ALLA RESIDENZA PER ANZIANI RSA ARZAGA DI MILANO
NUOVO APPUNTAMENTO MUSICALE ALLA RESIDENZA PER ANZIANI RSA ARZAGA DI MILANO - PortaleCEM - Il Portale della Comunità Ebraica di Milano
- LA MUSICA CONTINUA ALLA RESIDENZA PER AZIANI DI MILANO RSA ARZAGA.
ANDREA DI STEFANO Pianista Domenica 7 maggio 2023 ore 16.30 ingresso ad invito Andrea Di Stefano ha iniziato gli studi di pianoforte all’età di 10 anni. Nel 2012 è stato ammesso al Liceo Musicale di Pescara dove studia con la Prof.ssa Cristina Bonaccini. È stato vincitore come solista in alcuni concorsi nazionali e internazionali quali: Tarquinia 2014 e 2015, Vico del Gargano 2015, Caramanico 2014 e 2015, Firenze 2016, Pescara 2016, “Prodigi della musica” 2019 e in formazione da camera a Camerino 2015. Si è esibito in diverse manifestazioni culturali fra le quali il “Pescara International Music Festival” e al concerto di Natale 2014 organizzato dai Lions Club in collaborazione con il Comune di Tarquinia dove ha eseguito il Concerto n°2 di Rachmaninov. Nel 2015 in seguito alla partecipazione ad un concorso viene scelto per suonare in Ucraina con l’Orchestra Filarmonica di Lviv nel febbraio 2016. Nello stesso anno ha effettuato due tournée in Germania suonando sia come solista che in trio. In seguito ad una selezione è stato scelto per rappresentare i licei musicali italiani nell’ambito della rassegna “European Music Meetings” svolta a Lviv in Ucraina nell’aprile 2016 raccogliendo critiche positive dalla stampa e dal pubblico. Ha partecipato al Festival “Musica e Natura” di Scanno e ai concerti dell’associazione “Sintonie” di Fossacesia; alla rassegna di concerti per il progetto “Il sapere trasversale” nella biblioteca di Pescara e alla stagione “Maratona giovani talenti” dell’associazione “Riccitelli” di Teramo. Nell'aprile 2019 è stato invitato a tenere una tournée in Germania. Nel 2022 ha concluso gli studi presso il conservatorio di Pescara con il massimo dei voti. Quest’anno è stato ammesso all’accademia “Incontri col maestro” di Imola. Ha partecipato a masterclass con il M° L. Margarius e il M° C. Bonaccini con i quali studia attualmente. Diario d’Arte “Il Salotto Musicale di Milano” all’Auditorium Arzaga . IL PROGRAMMA MUSICALE DEL "Salotto Musicale" all'auditorium RSA Arzaga J.S. Bach: Preludio e fuga n.16 dal Clavicembalo ben temperato Vol.1 F. Chopin: Ballata n.2 F. Chopin: Studio Op.10 n.12 L.V. Beethoven: Sonata Op.27 n.2 R. Schumann: Humoresque Op.20 S. Rachmaninoff: Studio Op.33 n.6










