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Novità (118)

  • IL CERVELLO DEI GIOVANI È MENO REATTIVO AL PERICOLO: COME VIENE PERCEPITO DAL CERVELLO?

    Molti incidenti dimostrano che, davanti al pericolo, la nostra reazione non è automatica. A volte scappiamo subito, altre volte restiamo paralizzati. La spiegazione si trova nel cervello, in tre strutture fondamentali: amigdala, ippocampo e corteccia prefrontale. L’amigdala è la centrale della paura. Riconosce minacce, genera emozione e prepara il corpo a reagire: battito accelerato, respiro più veloce, adrenalina. Ma non valuta il pericolo in modo oggettivo: si attiva solo quando uno stimolo rompe le aspettative di sicurezza o ricorda esperienze traumatiche precedenti. Accanto all’amigdala lavora l’ippocampo. È lui che interpreta il contesto: dice al cervello se ciò che sta accadendo è coerente con ciò che ci aspettiamo o se rappresenta un rischio reale.  In un ambiente familiare o percepito come sicuro, anche segnali potenzialmente pericolosi possono essere ignorati, ovvero, la percezione del pericolo dipende da dove ci troviamo e cosa ci aspettiamo. La corteccia prefrontale coordina le decisioni e la risposta lucida. Negli adolescenti, però, è ancora in sviluppo. Questo significa che anche se l’amigdala “sente” la paura e l’ippocampo valuta il contesto, la trasformazione di queste informazioni in azione efficace può essere lenta o inadeguata.  A complicare il quadro interviene l’effetto folla.  Quando tante persone condividono lo stesso stato emotivo, la percezione individuale si fonde con quella del gruppo, creando una sorta di mente collettiva.  In psicologia sociale questo fenomeno è noto come mente collettiva o, in termini culturali, “Egregore”: il gruppo orienta le emozioni e le azioni dei singoli. In questo stato, segnali ambigui vengono interpretati secondo il clima dominante: allegria o panico. Tutti abbiamo visto recentemente in Tv le immagini delle fiamme sul soffitto di un locale e ragazzi che tentavano di spegnerle.  Molti si sono chiesti: perché non sono scappati subito? Perché non hanno reagito immediatamente? Anche se è impossibile avere risposte in quanto non è possibile ipotizzare una reazione oggettiva senza essere immersi nella medesima situazione, si può provare a dare un' interpretazione alle risposte date dai ragazzi alla luce delle neuroscienze . L’amigdala dei ragazzi non ha percepito la situazione come immediatamente minacciosa, perché segnali come scintille , calore e musica erano coerenti con il contesto di festa,  l’ippocampo ha interpretato la scena come parte dell’esperienza della serata: “tutto è normale”, e infine  la corteccia frontale , ancora immatura, non è riuscita a tradurre rapidamente paura e contesto in azione concreta. A questo si somma l’effetto folla ossia l’“Egregore” della serata che ha rafforzato la percezione di sicurezza.  I ragazzi non erano irresponsabili o incoscienti: erano immersi in un contesto emotivamente coerente, incapaci di trasformare istinto e percezione in decisione immediata. Capire come funziona il cervello umano davanti al pericolo non significa giustificare tutto. Significa riconoscere limiti biologici e psicologici, e costruire contesti più sicuri, procedure chiare ed educazione all’emergenza. La tragedia di Crans Montana mostra quanto la mente collettiva, insieme ai meccanismi cerebrali, possa aiutare a spiegare ciò che a prima vista appare inspiegabile. Luciano Bassani

  • Israele, Italia e Crans-Montana: la medicina che strappa vite alla tragedia

    In queste ore di dolore e sgomento per la tragedia dell’incendio di Crans-Montana, una notizia di speranza attraversa l’Italia da ovest a nord: da Genova a Milano, in una corsa contro il tempo, è arrivato un farmaco capace di fare la differenza tra la vita e la morte per i grandi ustionati. NEXOBRID Si chiama  NexoBrid , ed è uno straordinario esempio di come la ricerca scientifica, anche quando nasce lontano, possa diventare strumento concreto di salvezza. Quindici flaconcini sono partiti d’urgenza dall’ospedale Villa Scassi di Genova e sono arrivati al Niguarda di Milano per aiutare i pazienti italiani colpiti dalle ustioni più gravi. Non si tratta di un farmaco qualunque: NexoBrid è un gel enzimatico innovativo, sviluppato grazie alla ricerca biofarmaceutica israeliana, che ha rivoluzionato il trattamento delle ustioni profonde. Quando una persona subisce ustioni estese, la pelle bruciata e necrotica che si forma – la cosiddetta escara – non è solo un segno visibile della ferita: è un pericolo mortale. Quella crosta diventa infatti terreno fertile per batteri e infezioni che possono rapidamente entrare nel sangue, causando sepsi e portando, troppo spesso, a esiti fatali. Rimuovere il tessuto morto in modo rapido e sicuro è quindi una priorità assoluta. Ed è qui che NexoBrid mostra tutta la sua efficacia. Grazie a un concentrato di enzimi proteolitici, derivati in particolare dalla bromelina estratta dall’ananas, il gel viene applicato direttamente sulla parte ustionata e, in circa quattro ore, dissolve selettivamente il tessuto necrotico, lasciando intatto quello sano. Un’azione precisa, quasi “chirurgica”, ma senza bisturi, senza lunghe ore in sala operatoria e senza lo stress di un’anestesia totale per pazienti già in condizioni critiche. Image courtesy of NexoBrid https://mediwound.com/product/nexobrid/ Il risultato è una ferita pulita, pronta per gli innesti cutanei, con meno dolore, meno infezioni, meno cicatrici e tempi di degenza ridotti. Soprattutto, con molte più possibilità di sopravvivenza. Dietro questo farmaco c’è  MediWound Ltd. , società biofarmaceutica israeliana che ne ha sviluppato la tecnologia, ne detiene i brevetti e ha guidato l’intero percorso clinico fino alle approvazioni internazionali. Negli Stati Uniti, NexoBrid ha ottenuto l’autorizzazione della  FDA  nel 2022, mentre in Italia è commercializzato attraverso MediWound Germany GmbH. È un esempio concreto di come l’innovazione israeliana nel campo medico continui a offrire risposte avanzate a sfide estreme. La domanda che molti si pongono è legittima: perché il farmaco era disponibile a Genova e non a Milano? La risposta sta nella complessità di questi trattamenti. Villa Scassi è uno dei principali centri italiani per i grandi ustionati e mantiene scorte di farmaci rari, costosi e a rapida scadenza, che richiedono personale altamente formato. In caso di emergenze con più pazienti gravi, le scorte possono esaurirsi rapidamente. È allora che entra in gioco la rete di collaborazione tra ospedali: Genova ha aperto i propri magazzini e ha condiviso ciò che aveva, dimostrando quanto la solidarietà sanitaria sia essenziale. In mezzo a una tragedia che ha colpito duramente, questa storia ci ricorda che la vita può essere difesa anche grazie a ponti invisibili fatti di ricerca, cooperazione e responsabilità. E che un farmaco nato in Israele, frutto di anni di studio e innovazione, oggi sta aiutando a salvare vite umane in Italia. Un segno potente di come la scienza, quando è al servizio dell’uomo, non conosca confini.

  • La Medicina del Giusto Equilibrio: tra esperienza clinica, progresso e responsabilità

    Sono un medico di “vecchia generazione”. Ho studiato, imparato, insegnato e, soprattutto, ho cercato per una vita intera di curare i pazienti nel modo migliore possibile, con gli strumenti e le conoscenze disponibili in ogni epoca grazie alla le strade tracciate dai tanti maestri che ho incontrato. Col tempo, ho compreso una verità semplice ma essenziale: la medicina è, e deve rimanere, arte dell’equilibrio.   Questo concetto, suggerito secoli fa da Rav. Moses Maimonide conosciuto con l’acronimo di Ramban  (Cordova 1138 - Il  Cairo 1204) è oggi più attuale che mai. Viviamo in un’epoca dominata dalla medicina dell’evidenza, dalle tecnologie avanzate, dalle linee guida internazionali, dagli algoritmi decisionali e dalla pressione medico-legale. Eppure, la medicina non può ridursi a protocolli meccanici o a referti digitali: è scienza, sì, ma è anche esperienza, giudizio clinico, capacità di vedere il malato e non solo la malattia, capire che ogni persona è unica in  salute e in malattia. Oggi ,  purtroppo,  assistiamo a due derive opposte. Da una parte ci sono medici e chirurghi che hanno quasi smesso di “fare diagnosi” (dal greco “diagnosis”, giudizio e valutazione)  nel senso autentico del termine. Hanno dimenticato la clinica: non ascoltano più il racconto del paziente, non osservano abbastanza, non auscultano, non palpano, non ragionano sul quadro complessivo. Guardano quasi esclusivamente gli esami strumentali, come se fossero loro a fare la diagnosi al posto del medico.   Moses   Maimonide La tecnologia, che nasceva come stampella a supporto del ragionamento clinico, ne è divenuta il sostituto.  Se a questo poi  aggiungiamo  la repentina comparsa dell’intelligenza artificiale il panorama si fa preoccupante.   Dall’altra parte, però, c’è l’errore opposto: una sorta di oscurantismo medico. Professionisti che diffidano del progresso, rifiutano a priori l’innovazione, vivono ancorati a un passato idealizzato e dimenticano che la medicina, nel frattempo, ha fatto passi da gigante. Esistono oggi strumenti diagnostici potentissimi, terapie mirate, interventi meno invasivi e farmaci che salvano la vita. Ignorarli non è segno di prudenza, ma di irresponsabilità.   Per questo è importante dirlo con chiarezza: non si può essere “contro tutto”. Esistono farmaci che davvero salvano la vita, antibiotici che impediscono complicanze gravissime, terapie oncologiche che hanno trasformato destini che un tempo erano segnati, vaccini che hanno cambiato il destino dell’umanità. Rifiutare questi strumenti per principio è un torto verso i pazienti.   Il raffreddore può richiedere solo riposo e un’aspirina ma una broncopolmonite richiede antibiotici e altri trattamenti adeguati. Un dolore dorsale può essere una banale forma artrosica ma può essere anche una frattura, una  metastasi o magari un dolore viscerale. Saper distinguere le situazioni è il cuore della medicina: non è automatismo, è intelligenza clinica.   Il vero medico è quello che sa mantenere equilibrio: tra fare troppo e fare troppo poco,   tra attesa e intervento,   tra prudenza e decisione,   tra rispetto della tradizione e apertura al progresso.   Ogni scelta ha conseguenze, e il compito del medico è assumersi questa responsabilità con competenza, umanità e senso etico.  Moses   Maimonide ci ricordava che la salute nasce dall’armonia e dalla misura. Lo stesso vale per l’arte medica. Il medico del presente – come quello del passato e del futuro – deve custodire questo equilibrio tra clinica ed evidenza scientifica, tra esperienza e tecnologia, tra scienza e coscienza. Solo così la medicina può rimanere ciò che deve essere: cura della persona, con intelligenza, umiltà e dignità. Luciano Bassani

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  • PortaleCEM | Servizi Comunità Ebraica | Via Sally Mayer, 4/6, Milan, Metropolitan City of Milan, Italy

    Il PortaleCEM costituisce una centralizzazione della comunicazione comunitaria offrendo una guida alla ricerca dei numerosi servizi offerti alla Comunità Ebraica di Milano. Un solo smistamento per le tante strade da percorrere secondo necessità per trovare subito le informazioni che cerca. La Comunità per tutti Tutti per la Comunità al tuo Fianco in OGNI momento della Vita Dove le TUE necessità trovano una risposta Servizi alla Comunit à Rabbinate of Milan The Rabbinate serves the Jewish Community in both the fields of teaching and training. The Jewish School of Milan A private school that harmoniously transmits scholastic curricula combined with tradition. Arzaga Nursing Home Our RSA Arzaga residence in Milan represents a welcoming place for all elderly people. Mosaico The bulletin of the Jewish Community of Milan Rabbinate of Milan The Rabbinate serves the Jewish Community in both the fields of teaching and training. The Jewish School of Milan A private school that harmoniously transmits scholastic curricula combined with tradition. Arzaga Nursing Home Our RSA Arzaga residence in Milan represents a welcoming place for all elderly people. Mosaico The bulletin of the Jewish Community of Milan Rabbinate of Milan The Rabbinate serves the Jewish Community in both the fields of teaching and training. The Jewish School of Milan A private school that harmoniously transmits scholastic curricula combined with tradition. Arzaga Nursing Home Our RSA Arzaga residence in Milan represents a welcoming place for all elderly people. Mosaico The bulletin of the Jewish Community of Milan Rabbinate of Milan The Rabbinate serves the Jewish Community in both the fields of teaching and training. The Jewish School of Milan A private school that harmoniously transmits scholastic curricula combined with tradition. Arzaga Nursing Home Our RSA Arzaga residence in Milan represents a welcoming place for all elderly people. 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Mosaico The bulletin of the Jewish Community of Milan Assistenza Sociale About Us and Contacts Social Services of the Jewish Community of Milan Assistance to Nazi Victims Claims Fund Management Active from Home Discover the project Religious and Spiritual Assistance Always by your side Volunteer Network Solidarity Network with other Institutions About Us and Contacts Social Services of the Jewish Community of Milan Assistance to Nazi Victims Claims Fund Management Active from Home Discover the project Religious and Spiritual Assistance Always by your side Volunteer Network Solidarity Network with other Institutions About Us and Contacts Social Services of the Jewish Community of Milan Assistance to Nazi Victims Claims Fund Management Active from Home Discover the project Religious and Spiritual Assistance Always by your side Volunteer Network Solidarity Network with other Institutions About Us and Contacts Social Services of the Jewish Community of Milan Assistance to Nazi Victims Claims Fund Management Active from Home Discover the project Religious and Spiritual Assistance Always by your side Volunteer Network Solidarity Network with other Institutions About Us and Contacts Social Services of the Jewish Community of Milan Assistance to Nazi Victims Claims Fund Management Active from Home Discover the project Religious and Spiritual Assistance Always by your side Volunteer Network Solidarity Network with other Institutions About Us and Contacts Social Services of the Jewish Community of Milan Assistance to Nazi Victims Claims Fund Management Active from Home Discover the project Religious and Spiritual Assistance Always by your side Volunteer Network Solidarity Network with other Institutions Cultura e Spettacolo Culture & Entertainment Cultural activities related to Jewish culture. 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Kesher Special Deals Special Deals reserved for the Jewish Community of Milan Kesher on the Road SoloxTe Discover all our destinations and travel with us SoloXTe Online Conferences Coming Soon - Reserved Area Kesher Solo xTe Events Coming Soon - Reserved Area Judaism courses Coming Soon - Reserved Area Agenzia per il Lavoro - Job JOB - Job placement agency Activities, services, mission I offer work Companies offering jobs I'm looking for work Job Applications JOB - Job placement agency Activities, services, mission I offer work Companies offering jobs I'm looking for work Job Applications JOB - Job placement agency Activities, services, mission I offer work Companies offering jobs I'm looking for work Job Applications JOB - Job placement agency Activities, services, mission I offer work Companies offering jobs I'm looking for work Job Applications JOB - Job placement agency Activities, services, mission I offer work Companies offering jobs I'm looking for work Job Applications JOB - Job placement agency Activities, services, mission I offer work Companies offering jobs I'm looking for work Job Applications JOB - Job placement agency Activities, services, mission I offer work Companies offering jobs I'm looking for work Job Applications JOB - Job placement agency Activities, services, mission I offer work Companies offering jobs I'm looking for work Job Applications JOB - Job placement agency Activities, services, mission I offer work Companies offering jobs I'm looking for work Job Applications JOB - Job placement agency Activities, services, mission I offer work Companies offering jobs I'm looking for work Job Applications Giovani - F205J A COMMUNITY OF YOUNG PEOPLE We offer an environment rich in creativity and innovation, where you can develop interpersonal, cultural, and creative skills in complete safety. EVENTS Follow us to stay up-to-date on events organized exclusively for you. F205J Make way for the young people of the Jewish Community of Milan A COMMUNITY OF YOUNG PEOPLE We offer an environment rich in creativity and innovation, where you can develop interpersonal, cultural, and creative skills in complete safety. EVENTS Follow us to stay up-to-date on events organized exclusively for you. F205J Make way for the young people of the Jewish Community of Milan A COMMUNITY OF YOUNG PEOPLE We offer an environment rich in creativity and innovation, where you can develop interpersonal, cultural, and creative skills in complete safety. EVENTS Follow us to stay up-to-date on events organized exclusively for you. F205J Make way for the young people of the Jewish Community of Milan A COMMUNITY OF YOUNG PEOPLE We offer an environment rich in creativity and innovation, where you can develop interpersonal, cultural, and creative skills in complete safety. 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EVENTS Follow us to stay up-to-date on events organized exclusively for you. F205J Make way for the young people of the Jewish Community of Milan Siti di Interesse Associazione Figli della Shoah Founded in 1998 by some of the survivors of the Holocaust and their families. Association of Jewish Women of Italy Associazione Figli della Shoah Founded in 1998 by some of the survivors of the Holocaust and their families. Association of Jewish Women of Italy Associazione Figli della Shoah Founded in 1998 by some of the survivors of the Holocaust and their families. Association of Jewish Women of Italy Associazione Figli della Shoah Founded in 1998 by some of the survivors of the Holocaust and their families. Association of Jewish Women of Italy Associazione Figli della Shoah Founded in 1998 by some of the survivors of the Holocaust and their families. Association of Jewish Women of Italy Lunario 5786 2025/2026 Consulta il Lunario

  • Rabbinato | PortaleCEM

    Il Rabbinato Centrale della Comunità Ebraica di Milano è al servizio degli iscritti, nel campo dell’insegnamento e della formazione, con corsie lezioni accessibili a tutti online per ogni occasione della vita ebraica. Rabbinato Via Guastalla 19 | 20122 Milano +39 02 5512029 desk@rabbinato-milano.it Il Rabbinato Centrale della Comunità Ebraica di Milano è al servizio degli iscritti, nel campo dell’insegnamento e della formazione, con corsi e lezioni accessibili a tutti online per ogni occasione della vita ebraica. e-mail Telefono Chiusi Shabat e festività Ebraiche Rav. Alfonso Arbib Milà - Circoncisione Bat mitzvà - Maggiorità religiosa delle ragazze ai 12 anni Bar mitzvà - Maggiorità religiosa dei ragazzei ai 13 anni Matrimoni - Organizzazione della cerimonia religiosa, scrittura della ketubà, certificazione e gestione matrimoni civili Decessi - Supporto ai famigliari H24, gestione pratiche cimiteriali, gestione anniversari Bet Din (Tribunale rabbinico) - contenziosi personali e commerciali, divorzi e conversioni Kashrùt - Certificazione e controllo di catering ed esercizi commerciali Milà La Milà La Milà (circoncisione) non è un atto chirurgico qualsiasi, ma la consacrazione del patto ( berit) stabilito tra il popolo d'Israele e D-o fin dai tempi del patriarca Abramo. È mitzvà sottoporre alla milà un bambino nell'ottavo giorno dalla nascita, anche se tale giorno cade in Shabat, di festa Solenne e di Kippur. La milà potrà essere rinviata solo per motivi di salute del neonato. Le milot rinviate e quelle dei bambini nati con parto cesareo non hanno luogo di Shabat o nei giorni festivi. Bat Mitzvà Il Bat Mitzvà Per le ragazze l'obbligo di osservare le mitzvot inizia a 12 Anni compiuti; devono arrivare alla cerimonia del Bat Mitzvà con un'adeguata preparazione, sostenendo un esame analogo a quello dei ragazzi. La donna è tenuta ad osservare le mitzvot con un impegno non inferiore a quello dell'uomo Bar Mitzvà Il Bar Mitzvà È la maggior età religiosa del maschio. Il giovane ebreo che raggiunge l'età di 13 anni in data ebraica, assume la responsabilità dell'osservanza delle mitzvot e si chiama appunto per questo Bar Mitzvà. Alla cerimonia del Bar Mitzvà saranno ammessi soltanto coloro che, dopo aver sostenuto un esame alla presenza del Rabbino Capo o di un altro Rabbino da lui delegato, avranno dimostrato di essere seriamente preparati sul programma richiesto. Indipendentemente da questo, l'obbligo di mettere in pratica le mitzvot diviene fattuale con il compimento del tredicesimo anno. L'Ufficio Rabbinico, che dovrà essere contattato con un ampio preavviso, è a disposizione per dare le indicazioni per la preparazione agli esami e alla cerimonia. La cerimonia del Bar Mitzvà, se rimandata per motivi gravi, non può essere celebrata di Shabbat Teshuvà né nelle settimane fra il 17 di Tammuz e il 9 di Av. Matrmonio Il Matrimonio È uno dei doveri più importanti; il precetto ristabilisce l'unità originaria di Adamo che conteneva in sé il principio maschile e quello femminile e provvede alla continuità del popolo ebraico con la procreazione. Quando una coppia decide di sposarsi, deve presentarsi all'Ufficio Rabbinato che provvederà a comunicare tutte le informazioni necessarie per stabilire la data delle nozze e per porre le basi per la fondazione di una casa e di una famiglia ebraica. In questa fase preparatoria del matrimonio i futuri sposi frequenteranno dei corsi organizzati dalla Comunità che li informeranno sul significato del matrimonio, sul diritto matrimoniale ebraico, sulla kasherut, sull'osservanza del sabato e delle feste, sull'insegnamento della Torà ai figli, sulle norme della Tahart ha mischpachà (rapporti coniugali), sulla mitzvà della tzedaqà (l'aiuto ai bisognosi). Tali norme contribuiscono a creare quell'atmosfera di qedushà (santità) che rendono sola la famiglia ebraica e le assicurano la felicità e la benedizione divina. Il Tempio Maggiore a Milano o in altro luogo dovranno consegnare all'Ufficio di Stato Civile del Comune, oltre ai certificati richiesti dalla legge (nascita, cittadinanza, stato libero) una richiesta dell'Ufficio Rabbinico, che potrà essere ritirata presso il medesimo. Le pubblicazioni non si debbono fare di Sabato, né di giorno di festa ebraica. Fissata la data delle nozze, ottenuto il nulla osta da parte dell'Ufficiale di Stato Civile del Comune, gli sposi si presenteranno all'Ufficio Rabbinico per consegnare tali documenti e per fornire i nomi ebraici propri e dei genitori, necessari per la scrittura della Ketubà (contratto matrimoniale). La sposa prenderà accordi per fare la Tevilà (bagno rituale) nel Miqvè. Il Miqvè è una vasca contenente acqua di fonte o acqua venuta a contatto con acqua di fonte o acqua piovana, costruita secondo determinate norme. Per essere conforme alle regole, la Tevilà deve essere fatto solo nel Miqvè (o, a determinate condizioni, in acqua di fonte, di mare, etc.). La Tevilà può essere fatto solo quando siano trascorsi almeno sette giorni dalla fine del periodo mestruale. Durante la Tevilà, la donna dovrà curare di non avere indosso anelli o forcine, lacca sulle unghie, rossetto o qualunque altra cosa che impedisca il contatto con l'acqua; durante l'immersione la bocca deve essere chiusa ma non serrata. La Tevilà dovrà essere effettuata prima del matrimonio. Secondo la Torà, la vita sessuale è parte fondamentale dell'esistenza e rientra nel progetto della creazione. Scopo del rapporto sessuale, acanto alla procreazione, è anche quello di creare una vita di coppia armoniosa. Trascorsi sette giorni dalla constatazione della totale assenza di perdite di sangue, la donna si immerge nel miqvè. Il rispetto di queste regole ha, tra le altre conseguenze, il fatto che astenendosi per almeno dodici giorni al mese dall'avere rapporti sessuali, i coniugi sono indotti fin dall'inizio a impostare il matrimonio su altre forme di dialogo e comunicazione. Dopo ogni Tevilà si ha così un rinnovamento dei rapporti con una riscoperta continua del proprio partner, cosa che contribuisce ad impedire che il rapporto possa inaridirsi. La Tevilà, eccetto quella che si deve fare prima del matrimonio e che può essere fatta di giorno, va fatta di sera dopo l'uscita delle stelle. La donna, prima dell'immersione, deve essere perfettamente pulita, il testo sulle orme della Tevilà può essere richiesto all'addetta al Miqvè. È uso che i genitori degli sposi e lo sposo salgano alla lettura della Torà il Sabato precedente il giorno del matrimonio. Lo sposo acquista un anello che dovrà dare alla sposa al momento del matrimonio. Non è uso ebraico lo scambio degli anelli. Il Cohen è sottoposto ad alcune limitazioni nella scelta della sposa (ad esempio non può sposare né una divorziata, né una convertita). È proibito celebrare matrimoni di Sabato, nelle feste solenni e mezze feste; non si usa celebrare matrimoni nemmeno nei giorni di digiuno, nei giorni che vanno dal 17 di Tamùz al 9 di Àv e durante una parte dei giorni dello Òmer. Avelut L'Avelut (Lutto) Quando una persona entra in agonia, sarà cura dei familiari recitare le preghiere prescritte prima del decesso. I familiari possono chiedere l'assistenza di un Rabbino. Qualora il decesso avvenga di Shabbat o di Moed, si contatti attraverso un non ebreo un'agenzia funebre di fiducia, anche per accelerare i tempi della sepoltura. Avvenuto il decesso, i parenti che si trovano presso il morto (genitori, figli, fratelli, coniuge) dovranno fare la Kerià, in caso di decesso di un genitore, nella lacerazione delle vesti dalla parte sinistra in corrispondenza del cuore pronunciando ognuno la formula "Baruch...Dayan Ha Emet" (Benedetto...il Giudice di Verità). In caso di decesso di un altro parente stretto, la lacerazione verrà effettuata a destra. Se è presente un Rabbino sarà suo compito aiutare i familiare a provvedere a questa triste cerimonia. È possibile altrimenti fare la Kerià al cimitero subito dopo la sepoltura. Nel caso di lutto per la morte di un genitore, gli abiti con la Kerià dovranno essere tenuti fino al termine del 7° giorno di Avelut (Shiv'à). La Kerià non si fa di Sabato o Moed. La salma dovrà essere coperta, avvolta in un lenzuolo e deposta a terra. Si accenderanno (non di Shabbat) delle candele attorno alla salma ed un lume che dovrà ardere ininterrottamente fino al compimento del 7° giorno della sepoltura nella stanza in cui è avvenuto il trapasso. Nella stanza in cui si trova la salma verranno coperti gli specchi. Da questo momento ha inizio la veglia del morto da parte dei familiari i quali come prescrive la tradizione leggeranno i Salmi (in ebraico o in qualsiasi altra lingua) fino al momento del funerale. I parenti potranno chiedere alla Comunità i libri per fare essi stessi la veglia o chiedere la presenza di un vegliante autorizzato. È evidente che il valore delle preghiere recitate dai familiari è assai più grande di quanto non sia quello delle preghiere dette da un'altra persona. Per tutto il periodo che va dalla morte alla sepoltura i parenti sono Onenim e possono occuparsi soltanto di ciò che è necessario per i funerali, mentre sono esonerati dalla osservanza dei precetti (Tefillà, Tefillin, Birkat ha Mazon, ecc.) e non soltanto per Minian. La salma viene sottoposta a Rechizà (lavaggio rituale) e vestita con Tachrichin (indumento di tela bianca che viene fornito dalla Comunità. Dopo il funerale inizia l'Avelut, che dura 7 giorni (il giorno della sepoltura è già considerato il primo giorno e il settimo giorno termina dopo la preghiera del mattino). Agli Avelim (genitori, figli, fratelli o coniuge del defunto) non è permesso lavorare durante i sette giorni di Avelut. Al ritorno dal cimitero essi dovranno consumare il paso di Avelut che sarà portato in dono da un'altra famiglia ebrea, stando seduti per terra o su bassi panchetti. Questo pasto è composto da pane, uova sode, sale e caffè; alcuni aggiungono olive e biscotti; gli Avelim possono sedersi a tavola, ma debbono mangiare seduti sui loro sgabelli per tutti i sette giorni ad eccezione del Sabato, nel quale possono sedersi regolarmente a mensa. Se il decesso è avvenuto nell'imminenza di Pesach, Shavout, Sukkot, Rosh ha Shanà e Kippur, il conteggio dei giorni di Avelut cambia: bisogna quindi rivolgersi all'Ufficio Rabbinico per conoscere le variazioni previste. Gli Avelim non mettono i Tefillin il primo giorno di lutto. Gli Avelim non possono farsi la barba durante i 30 giorni successivi alla sepoltura; per i genitori, la barba potrà essere fatta a partire dal 31° giorno e solo su invito pressante d i un compagno; il periodo di 31 giorni non si riduce anche se c'è una festa. Al settimo giorno, al trentesimo e ai dodici mesi dalla sepoltura, gli Avelim si recheranno al Cimitero per recitare le preghiere di rito sulla tomba del parente scomparso. È bene che al cimitero ci sia Minian, in modo che sia possibile dire Kaddish. È uso mettere la lapide dall'11° al 12° mese. Il Kaddish (vedi più avanti) deve essere recitato dagli Avelim nell'anno di lutto, durante le preghiere del mattino e della sera. La recitazione del Kaddish si interrompe le prime tre settimane del 12° mese. Si può chiedere alla Comunità di ricordare il nome del defunto per tutta la durata dell'anno di lutto durante le preghiere quotidiane. La sepoltura ebraica è in terra. È severamente vietata dalla legge ebraica l'apposizione sulle lapidi di fotografie, sculture e altre immagini, Durante i 30 giorni di lutto, o - nel caso del lutto per un genitore - durante tutto l'anno di lutto, non si devono fare né si deve partecipare a riunioni mondane o di divertimento. In caso di feste di famiglia o di amici, è bene rivolgersi all'Ufficio Rabbinico per sapere come comportarsi. Chi segue il funerale e visita le tombe del Cimitero deve avere il capo coperto. Nei giorni di Sabato, di Festa solenne, di mezza festa, Rosh Chodesh, Channucà e Purim, il Cimitero resta chiuso ai visitatori. La Comunità è a disposizione delle famiglie per fornire ogni aiuto e ogni spiegazione, per confortarle ed essere a loro vicina. La Comunità ha pubblicato un libro "Regole ebraiche di lutto" che viene dato alle famiglie in lutto e che può essere anche richiesto all'Ufficio Rabbinico. A tutti i maschi Kohanìm, ovvero i discendenti di Aharòn Hakkohèn per via patrilineare, che non derivino da unioni vietate, è vietato venire in contatto con cadaveri, entrare in stanze dove si trovano cadaveri, o entrare al cimitero, se non per la sepoltura del padre, madre, figlio, figlia, fratello, sorella vergine, o moglie. In caso di decesso di uno di questi parenti, è loro permesso venire a contatto con il cadavere, provvedere alla sepoltura ed entrare al cimitero; terminata la sepoltura, non è più loro permesso entrare al cimitero per visitare la tomba, neanche nei periodi di lutto. ANNIVERSARI Il primo anniversario cade 12 mesi ebraici esatti dal giorno della sepoltura. Quelli successivi cadono il giorno della morte secondo lunario ebraico. Se il decesso è avvenuto nel mese di Adar in un anno embolismico (con due Adar), l'anniversario cadrà, in un anno embolismico, in quello dei due Adar in cui il decesso è avvenuto e nell'anno normale dell'unico Adar; se è avvenuto in anno normale cadrà sempre di Adar Shenì o nell'unico Adar. È consuetudine fare un limud (studio) in occasione dell'anniversario.

  • MEIS

    Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS) di Ferrara è stato istituito con la legge del 17 aprile 2003 n. 91, successivamente modificata dalla legge n. 296 del 27 dicembre 2006, per testimoniare la bimillenaria presenza ebraica in Italia. Il museo valorizza la ricca e ininterrotta storia degli ebrei in Italia, evidenziando il loro contributo culturale e le vicissitudini affrontate, tra convivenza, discriminazioni e persecuzioni, inclusa la Shoah. MEIS MEIS Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah Via Piangipane, 81, 44121 Ferrara FE, Italia +39 0532 1912039 +39 3425476621 info@meisweb.it VAI AL MUSEO Chi Siamo Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS) di Ferrara è stato istituito con la legge del 17 aprile 2003 n. 91, successivamente modificata dalla legge n. 296 del 27 dicembre 2006, per testimoniare la bimillenaria presenza ebraica in Italia. Il museo valorizza la ricca e ininterrotta storia degli ebrei in Italia, evidenziando il loro contributo culturale e le vicissitudini affrontate, tra convivenza, discriminazioni e persecuzioni, inclusa la Shoah. Il MEIS è un luogo di incontro e scambio, un laboratorio di idee e riflessioni aperto a tutti, che promuove il dibattito sull’ebraismo e il dialogo interculturale. MEIS Il Museo Visita Collezioni & Ricerca Eventi MEIS Educazione Cultura Ebraica Shoah Fondazione News MEIS Come Raggiungerci Altri Musei:

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