GERUSALEMME: UNA BIOCITTÀ EMERGENTE
- PortaleCEM
- 24 lug
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Sebbene Tel Aviv sia comunemente riconosciuta come la capitale dell’alta tecnologia israeliana, è Gerusalemme a distinguersi come centro nevralgico dell’innovazione nelle scienze della vita. La città ospita un vivace distretto biomedico con tre hub tecnologici e circa 140 imprese attive nel settore.

Di queste, circa il 66% si occupa di biofarmaceutica, ovvero della produzione di farmaci da organismi viventi anziché da sostanze chimiche sintetiche.
”Gerusalemme possiede tutti gli elementi per affermarsi come una biocittà di primo piano,” afferma Joe van Zwaren, presidente di JLM-BioCity, una rete fondata nel 2012 che oggi riunisce oltre 1.000 professionisti, tra scienziati, medici, imprenditori e investitori del settore biomedico. Con l’Università Ebraica, ospedali d’eccellenza, la scuola di design Bezalel e una solida infrastruttura accademica nelle scienze della vita e nell’ingegneria medica, il potenziale della città è straordinario”.
Yaron Suissa, CEO di JLM-BioCity, aggiunge:
“Vogliamo che Gerusalemme diventi un punto di riferimento globale per l’innovazione biomedica. Solo negli ultimi mesi abbiamo ricevuto cinque delegazioni biotech internazionali e numerose startup in visita. Il nostro ruolo è valorizzare le risorse del territorio e promuoverle su scala locale e globale.”
A supportare questo ecosistema è l’iniziativa BioJerusalem, lanciata dalla Jerusalem Development Authority per facilitare l’insediamento di nuove imprese nel campo delle scienze della vita e attrarre capitali e collaborazioni strategiche. Nonostante la presenza di grandi aziende come Teva Pharmaceuticals, il rapporto di BioJerusalem evidenzia che circa il 40% delle imprese biomediche della città ha meno di cinque anni di vita e impiega meno di sette persone. Tra queste, alcune realtà stanno emergendo come esempi di eccellenza nel panorama biotech. Ecco alcune promettenti aziende biotecnologiche nate a Gerusalemme:
. HIL Applied Medical vuole rendere accessibile la protonterapia, una tra le forme più avanzate di radioterapia per i tumori. Sfruttando una tecnologia brevettata all’Università Ebraica, l’azienda sta sviluppando un sistema compatto e più economico rispetto a quelli oggi disponibili
. Cell Cure Neurosciences lavora a terapie innovative per patologie degenerative della retina e del sistema nervoso, utilizzando cellule staminali embrionali umane. Uno dei suoi principali progetti mira a trattare la degenerazione maculare legata all’età, causa principale di cecità tra gli anziani.

• Immunity Pharma è impegnata nella ricerca di terapie contro la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica). Il farmaco sperimentale ha già mostrato risultati promettenti , e uno studio clinico di Fase II è in fase di avvio. Futuri sviluppi potrebbero includere applicazioni per il Parkinson e l’Alzheimer.
• Immunovative Therapies ha creato AlloStim, un innovativo trattamento immunoterapico che agisce come un vaccino personalizzato contro il cancro, basato su cellule da donatori sani e antigeni tumorali del paziente. I risultati preliminari hanno evidenziato un prolungamento della sopravvivenza anche in casi terminali.
• Izun Pharmaceuticals sviluppa terapie multifunzionali a base di estratti botanici, mirate a ridurre l’infiammazione e favorire la guarigione naturale. I suoi prodotti coprono diverse aree, dall’oncologia alla salute orale e femminile. È attiva anche nel settore della cannabis terapeutica.
• NIMD sta realizzando Hyperthermed, una tecnologia non invasiva per la distruzione selettiva di tumori solidi come il cancro al seno, il melanoma e il glioblastoma. Il sistema impiega nanoparticelle approvate dalla FDA che, una volta riscaldate da microonde, distruggono le cellule tumorali senza danneggiare i tessuti sani.Gerusalemme sta rapidamente emergendo come un polo biotecnologico di respiro internazionale grazie a un mix virtuoso di accademia, sanità, design e imprenditorialità. Il futuro della medicina potrebbe passare proprio da qui .
Luciano Bassani
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